04/12/2009
Senza parole
Non ne ho... o meglio non voglio scriverle perchè questa
volta non saprei davvero tenermi.
Mi sono messo al pc per preparare il post sul compleanno di Alice.
Nel frattempo riguardavo qualche video suo e di Irene.
La tv, un metro più in là trasmette il tg. Hanno passato il filmato
dell'asilo nido CipCiop dove picchiavano i bambini.
Mi ha tolto ogni voglia di fare, di scrivere, di mettere le luci sull'albero.
Persino l'appetito.
Scusate, ma mi fa riflettere.
Buon fine settimana.
19:11 Scritto da: acc_gian in sfoghi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: vedo, nido, bambini | OKNOtizie |
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22/08/2008
E ora Teheran le proibisce l'espatrio
Queste sono le notizie che mi lasciano allibito, la riporto anche se - con tutto rispetto per il sig. Davide Casati - riportare un'espressione di chiusura del genere come fosse la trama di un romanzo d'avventura mi lascia l'amaro in bocca.
Ci sono luoghi dove la chiusura è ancora talmente radicata, che fa paura.
Tra la'ltro lo è a livelli dove a mio avviso non è pensabile giustificarla.
Intendiamoci, non dico che lo sia tra la povera gente, ma riesco a comprendere che persone isolate nella loro povertà lontano da tutto e dal mondo che si muove, possano mantenere radicate i loro ideali, quindi tanto quelli positivi che quelli negativi, non avendo termini di confronto e discussione.
Ma atteggiamenti del genere portati dallo Stato non so giustificarli.
E non li giustifico perchè ho la fortuna di conoscere persone che hanno la stessa religione, lo stesso credo, e hanno saputo prendere il buono lasciando da parte il resto; che non vuol dire tenersi quello che è più comodo perchè più facile, ma vuol dire scremare quello che è "estremo" da quello che è la fede.
Che poi è anche quello che negli anni è successo nel cristianesimo cattolicesimo, anche nella Bibbia e nei Vangeli ci sono delle situazioni estreme, nate dagli anni in cui sono state scritte e tante volte anche con significato solamente iconografico, ma non per questo si continua a protrarle.
Scusate lo sfogo, credo si capisca che lo è anche da un italiano ai limiti della fantascienza......
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Star iraniana nel film con DiCaprio
E ora Teheran le proibisce l'espatrio
Ha recitato senza il velo in una pellicola sulla caccia a un leader di Al Qaeda
Tutto è filato liscio fino a quel secondo, maledetto trailer. È lì, in quei 150 secondi di anticipazione di uno dei film hollywoodiani candidati a sbancare i botteghini autunnali, che forse si nasconde il motivo della condanna di Golshifteh Farahani. Perché, tra un'esplosione e un primo piano di Leonardo DiCaprio, questa 25enne attrice iraniana appare senza l'hijab, il velo islamico. Un «peccato» che le è costato il divieto assoluto di uscire dalla Repubblica Islamica. Notificatole proprio mentre, all'aeroporto Khomeini di Teheran, stava per prendere un volo per Los Angeles, via Europa, per trattare un suo nuovo ruolo in una pellicola nella «Mecca del cinema».
La notizia è stata fornita per prima dall'agenzia di stampa iraniana Irna. «Dopo aver recitato nel film Body of Lies, a Golshifteh Farahani è stato vietato di lasciare l'Iran. Avrebbe dovuto recarsi martedì a Hollywood ma gli organi competenti le hanno impedito di abbandonare il territorio». Pochissime parole, nessuna spiegazione. Anche se altri siti di informazione iraniani attribuiscono la decisione al ministero della Cultura e della guida islamiche, l'Ershad. In sostanza, ogni attore iraniano deve chiedere un permesso ufficiale per lavorare in un film straniero. E Golshifteh non ne avrebbe chiesto uno per volare a Hollywood a esaminare la nuova proposta. La realtà, però, potrebbe essere diversa. E gli indizi in questa direzione non mancano.
Anzitutto, ai censori dell'Ershad potrebbe non esser piaciuta la trama di Body of Lies. Il film, diretto da Ridley Scott, racconta dell'agente della Cia Roger Ferris (Leonardo DiCaprio) che, aiutato da un collega (Russel Crowe), vola in Giordania per dare la caccia a un leader di Al Qaeda. E che, durante la missione, si innamora di un'infermiera locale, Ayesheh. Ovvero, Golshifteh Farahani. Il rischio-scomunica, con una trama del genere, era evidente. Un'attrice iraniana impegnata in un film del «Grande Satana», in cui gli americani inseguono un terrorista islamico e in cui lei si deve «innamorare» di uno 007 statunitense. Per questo la produzione del film aveva già deciso di adattare la sceneggiatura, prendendo provvedimenti per evitare di infrangere le regole islamiche sulla «modestia femminile». Ma quando la Warner Bros ha reso pubblico un secondo trailer del film, in cui — per un solo fotogramma — Golshifteh appare, dietro a DiCaprio, senza il velo, il quotidiano iraniano Etemad ha sollevato un sopracciglio. Il sito conservatore Tabnak si è chiesto perché fosse stato permesso alla Farahani di girare quel film. E, pochi giorni dopo, è giunto il bando.
Per la giovane star — la prima iraniana dalla Rivoluzione khomeinista ad apparire in un film hollywoodiano — non si tratta del primo scandalo. La sua carriera, iniziata a soli sei anni (anche grazie all'aiuto del padre, l'attore e regista Behzad), ha già incrociato un film discusso: in Santuri lei è la moglie di un musicista iraniano che si dà alla droga. Tematica attuale, in Iran (dove, scrive la France Presse, ci sarebbero almeno due milioni di tossicodipendenti), ma scabrosa: tanto che l'Ershad ne ha bloccato per mesi l'uscita nelle sale. Eppure nulla sembrava poter fermare la sua ascesa verso il successo: prima in patria (migliore attrice, a 14 anni, al Fajr Film festival), poi al di fuori dei confini, con la Conchiglia d'Oro al festival di San Sebastian per Half Moon e la partecipazione agli Oscar, con M for Mother.
Martedì, invece, lo stop. «Sono sconvolto — dice al Corriere David Ignatius, il reporter del Washington Post dal cui romanzo è stato tratto Body of Lies —. La sua recitazione nel film è stata straordinaria. E la sua detenzione nei confini iraniani è una tragedia, per lei e per la cultura del suo Paese». Nessun commento, invece, dai produttori del film, che prevedono lo sbarco nelle sale italiane per il 21 novembre. E nemmeno una parola da Golshifteh: il suo cellulare, giovedì, suonava a vuoto, e non ha risposto neppure a degli sms. Eppure tutto, per lei, stava andando perfettamente. Fino a quel secondo, maledetto trailer.
11:04 Scritto da: acc_gian in sfoghi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: iraniana, hollywood, velo, golshifteh, teheran | OKNOtizie |
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04/12/2007
Lavoro
Ieri sera mi sono trovato per caso davanti alla tv ed ho guardato Report su Rai 3.
A parte il primo servizio sul perchè la moda debba seguire gli umori della numero 1 di Vogue, del quale avrei sinceramente fatto a meno, ho guardato invece con interesse quello relativo allo sfruttamento del lavoro straniero.
Alla fine, non ho ben capito se l'obiettivo fosse fare emergere la questione dello sfruttamento della mano d'opera cinese o comunque straniera e galeotta, o piuttosto denunciare i grandi marchi della moda che ne approfittano, ma mi ha fatto fare comunque un paio di riflessioni.
Per riassumere il servizio e la posizione della Gabanelli: i grandi marchi (Prada, D&G...) chiedono ai fornitori condizioni talmente stressate che poi loro sono costretti ad usare mano d'opera in nero di qualsiasi natura a condizioni terribili (si vedeva il personale cinese che viveva letteralmente all'interno di questi capannoni, ci lavorava, ci dormiva, ci rimaneva quando non stava lavorando...).
Non ho ovviamente niente in contrario alla denuncia di questo sfruttamento del lavoro che consiero veramente tipo schiavitù e che come tale secondo me dovrebbe essere punito in modo esemplare, quello di cui non so se essere d'accordo è l'altra affermazione della Gabanelli, che dà la colpa ai vari Prada e Gucci perchè danno troppo poco ai fornitori.
Da un certo punto di vista, lo starting point sono ovviamente loro, ma sono anche convinto che uno che segrega 15/20 persone in un capannon per produrre determinati prodotti, è abbastanza criminale da farlo anche se per lo stesso prodotto venisse pagato il doppio o il triplo da Prada.
Dall'altro, se tutti i fornitori dicessero di NO, la Prada in questione (o la Gucci, D&G....) sarebbe comunque costretta a salire sui prezzi.
Esiste una norma internazionale che si chiama SA8000:2001
(Social Accountability), che ha lo scopo di responsabilizzare le aziende rispetto al comportamento etico proprio e dei fornitori in termini di rispetto delle leggi sul lavoro.
Questa è solo una norma (tipo l'ISO9000 per intenderci), non una legge e quindi non c'è alcun obbligo ad aderirvi.
Anche perchè non è per niente facile: la responsabilità è su tutta la catena produttiva; per essere chiaro: se io ho un fornitore che mi vende le penne a sfera, sono responsabile che lui non utilizzi lavoratori in nero, ma anche che non lo facciano i suoi fornitori di cappucci di penne o di inchiostro.
Sono d'accordo: difficilissimo; molto più che garantire che l'etichetta "Made in Italy" sia effettivamente su prodotti con almeno il 70% fatto in Italia.
Ad oggi, se non sbaglio, la COOP è l'unica azienda italiana certificata SA8000.
E' difficilissimo e molto costoso aderire ad una norma del genere, però pensate se fosse una legge obbligatoria per tutte le aziende.
Darebbe un bello schiaffo a tutto il marcio che c'è ne mondo del lavoro; e non bisogna arrivare a 15 immigrati abusivi rinchiusi in un capannone, basta guardare i vari contratti a termine o atipici.
Per vari motivi, ci ho messo dentro il naso e ho sentito la puzza....
Il governo, che fa tante cose giuste non dico di no, in tema di lavoro parla di forme contrattuali innovative che garantiscono l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, ma è un modo come un altro per sfruttarli e non garantir loro alcun futuro.
Ho conosciuto personalmente ragazze che da 6/8 anni sono assunte dalla stessa azienda con contratti di 3 mesi; stop di 15 giorni tra un contratto e l'altro e tutto è regolare; no malattia, no maternità... Vi sembra normale questo???
Ma questo è tutto un altro discorso.....
Fine del pippolotto del lunedì....(pubblicato il martedì!!!)
Buona settimana....
15:35 Scritto da: acc_gian in sfoghi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: report, lavoro, cinesi, gabanelli, rai tre, pippolotto, capannone | OKNOtizie |
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20/11/2007
Vietato fumare....
...... e fin qui direi bene........
Non fumo, quindi non posso che apprezzare e condividere l'iniziativa del'Assessore Comunale dell'Ambiente di Napoli che ha imposto il divieto di fumo nei parchi comunali in presenza di donne in gravidanza, neonati e bambini fino ai 12 anni (articolo)

Quello che mi fa un po' storcere il naso è che si è dovuto ufficializzare e addirittura regolamentare con delle multe qualche cosa che non è altro che buon senso.
Quando ho sentito la notizia l'altra sera durante il tg, ho esordito dicendo "vabbè, ma è buon senso, non c'è mica bisogno di una legge"... Neanche il tempo di finire, che la tv mi propone le reazioni "a caldo": una signora che esordisce dicendo che è un suo vizio, che se il fumo da fastidio, si spostassero gli altri.....
Commenti? Lasciamo perdere... E' come dire che a me piace correre in macchina a 150Km all'ora in piazza Duomo a Milano, se non volete essere investiti, spostatevi voi....
Non sono di quelli che considera i fumatori come gli appestati o che li vuole segregare da qualche parte; è un vizio e una scelta che qualcuno fa, se sta bene a loro e non danneggia me, nessun problema...
Poi ci sono i casi limite che sprizzano arroganza da tutti i pori e da tutte le sigarette..... una è la signora di prima, l'altro è quel pirla che lavora nella mia azienda... siamo in 6.000... in un migliaio circa sono nella mia sede... e UNO, UN solo pistola se ne sbatte dei cartelli, delle regole e delle leggi (perchè il divieto di fumare nei locali chiusi è legge, non è un qualcosa di desiderato) e si chiude dopo pranzo nel cesso a fumare..... poi molla giornale e sigaretta per terra e via..... Miiiiiiiiii che nervoso !!! Ma ti becco... Prima o poi ti becco..... !!!
E allora sì che poi ti metto la multa.. anche per respirare se hai l'alito pesante e che sa di fumo...
Scusate lo sfogo.....
Buon martedì !!!
14:10 Scritto da: acc_gian in sfoghi | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: viatato, fumare, divieto, legge, educazione | OKNOtizie |
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