Grande Flavia Pennetta (da repubblica.it)

TENNIS
Pennetta, che impresa
Zvonareva ko, ora Serena
La brindisina annulla sei match point alla fortissima russa e vince in tre set: 3-6, 7-6, 6-0. Nei quarti incontra la più giovane delle Williams. Fuori Francesca Schiavone

 

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NEW YORK – Straordinaria Flavia Pennetta. Dopo tre turni in cui aveva concesso solo sei giochi alle sue avversarie, si trova davanti sul centrale di Flushing Meadows intitolato ad Arthur Ashe, una fortissima Vera Zvonareva (numero 7 del tabellone), va sotto, sembra persa, annulla sei match points tra il dodicesimo gioco e il tie break del secondo set, poi torna padrona e travolge la russa con un secco 6-0 nella terza partita: 3-6, 7-6, 6-0 è il risultato che passa ai referti e anche, un po’, alla storia.

La brindisina, dunque, entra a vele spiegate nella seconda settimana degli Us Open, ripete, come minimo, il prestigioso risultato dello scorso anno, mantiene tranquillamente il decimo posto nella classifica mondiale e potrebbe addirittura migliorarlo se riuscisse, martedì sera, nella straordinaria impresa di battere Serena Williams. Ma è la trasformazione complessiva di Flavia che, ormai, colpisce e impressiona. Mai, in passato, avrebbe vinto una partita come questa; sicuramente la vecchia Pennetta non avrebbe mandato ai pazzi la Zvonareva scippandole sei “palle della partita” cinque delle quali con attacchi vincenti. La nuova Pennetta è capace di questo e altro e il pubblico newyorkese l’ha adottata tributandole ovazioni da star alla fine del match con la russa. Con Serenona, chiaramente, la Pennetta è sfavorita, ma dalla sua ci sono molte più certezze, tanta fiducia e la consapevolezza di non aver nulla da perdere.

Anche questa sera Flavia era partita bene: servizio tenuto e subito break per il 2-0. Sembrava la Pennetta dei primi tre turni, praticamente ingiocabile da tutte le sue avversarie. Ma Zvonareva, vestitino bordeaux con gonnellino a pieghe francamente inguardabile, ginocchia incerottate e occhi concentratissimi sotto la visierona paraluci bianche, è tennista di pasta diversa. La russa comincia bombardare negli angoli l’azzurra cui non entra una prima che sia una. Flavia ne prova tante, ma tutte le strade sembrano chiuse e Vera imbrocca una serie di sei game a uno che le danno il primo set con pieno merito.

Pennetta, forse, avrebbe bisogno di un colloquio con il suo coach Urpi, ma nei tornei del Grande Slam non si può e la ragazza deve trovare dentro di sé la forza di restare in una partita che non sembra più sua.

Il secondo set, infatti, va subito un po’ meglio. Flavia, che ha perso quattro servizi nella prima partita, va su regolare fino al 4-4. Poi strappa il servizio all’avversaria e serve per il set. Qui viene fuori la classe della russa: attacca, non lascia scampo all’azzurra e infila due game consecutivi. Il dodicesimo game è il centro di questo grande match. Per quattro volte, la Zvonareva si conquista il match point, per quattro volte l’azzurra glielo annulla con grandi attacchi. Qui si vede la nuova Flavia: mai quella di un tempo sarebbe riuscita in un’impresa del genere; avebbe tirato due moccoli in ispano-pugliese e se ne sarebbe andata a casa. Questa, invece, è un’altra donna: un impasto micidiale di forza tecnica, agonismo, carattere e grande testa. Il pubblico esigente di Flushing Meadows l’ha capito, ha fatto un tifo spietato per lei e molti, anche tra gli addetti ai lavori sperano che la brindisina possa essere la grande sorpresa del torneo.

Nell’intervallo, Flavia, si stende per terra e si fa massaggiare a lungo. La russa, seduta poco più in là, la testa coperta da una grande asciugamano bianco, riflette sulle sue nefandezze.

Inizia il terzo set, ma i fantasmi non lasciano Vera. La ragazza russa non fa in tempo a rendersene conto e si trova sotto di due game. Dall’altra parte della rete, ormai, c’è una tigre assetata di sangue. Allora, Zvonareva, disperata, la mette sul psicologico. Va dal giudice di sedia e le chiede tempo per cambiare le fasciature alle gionocchia che, evidentemente, le danno fastidio. Quella, a norma di regolamento, risponde picche e Vera, come una bambina si strappa bende e cerotti consegnando le sue reliquie a uno storidito raccattapalle. Sull’orlo di una crisi di nervi, la russa viene presa a pallate da Flavia per tre game. Poi la brindisina va a servire per il match e, come una nemesi, chiude alla prima occasione. Martedì sera incontrerà Serena Williams per un posto in semifinale. Parte ovviamente sfavorita, ma se Serenona ha dato un’occhiata al match di questa sera, è possibile che qualcuno dei fantasmi di Zvonareva si sia insinuato anche nel suo fragile e gigantesco cuore. Vedremo.

Fuori Schiavone. Nel pomeriggio, Francesca Schiavone si è arresa un po’ troppo quietamente alla cinese Na Li: 6-2, 6-3 il punteggio. Stranissimo il punteggio dell’incontro nel quale la rediviva belga Kim Clijsters ha battuto Venus Williams: 6-0, 0-6, 6-4. La belga, che, adesso, sembra candidata a un posto in finale, se la vedrà proprio con Na Li

In campo maschile convincente vittoria di Rafael Nadal, testa di serie n. 3, contro il connazionale spagnolo Nicolas Almagro (testa di serie n. 32), battuto in tre set per 7-5, 6-4, 6-4. Entrambi i giocatori hanno dovuto fare ricorso alle cure del medico durante l’incontro per problemi muscolari. Agli ottavi anche l’argentino Del Potro che ha battuto l’austriaco Daniel Koellerer 6-1, 3-6, 6-3, 6-3.

Grande Flavia Pennetta (da repubblica.it)ultima modifica: 2009-09-07T15:16:40+02:00da acc_gian
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